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Storia e territorio

di Lunedì, 08 Febbraio 2016 - Ultima modifica: Venerdì, 27 Maggio 2016
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L'abitato di Croviana è un antico villaggio di fondovalle, centro agricolo, artigianale e commergiale. La sua gradevole posizione lo rende interessante anche dal lato turistico. L'agglomerato sotto la statale è chiamatoCarbonara, l'altro Liciasa.

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La chiesa parrocchiale di S.Giorgio, a lato della statale, è interessante per l'architettura e le opere d'arte che contiene. E' menzionata nel XIV secolo e fu ricostruita nel bel gotico attuale verso la fine del Quattrocento o nei primi anni del Cinquecento. L'affresco del timpano (S.Giorgio; sullo sfondo il castello di Caldes) è del 1611. La pietra tombale a lato della porta è del 1551.
L'interno è a una navata: i costoloni della volta poggiano sulle mezze colonne, prive di capitello, oppure nell'abside, su mensole antropomorfi. La decorazione è floreale.
Notevole è la cappella barocca dei Pezzen che vi hanno fatto porre a profusione il loro stemma.
La volta e le lunette presentano pitture a fresco del 1661, raffiguranti storie della Madonna e angeli musicanti (notare i particolari) l'altare, lingeo, fu fatto fare nel 1613 da G.B. Pezzen, barone di Altspaur e Belfort. Ha una bella pala seicentesca della Madonna con i santi Giorgio e Margherita. A destra della cappella è appesa una tavola dipinta (XVIII ec) della Madonna incoronata con i Santi Giorgio, Margherita, Sebastiano e Rocco.

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La pietra tombale è di Pietro Pezzen.
Nei pressi della chiesa, c'è il seicentesco castello dei Pezzén, famiglia venuta dalla Valtellina. La nobile residenza, con torre quadrata verso nord-est, torricella angolare, bel portale barocco, tracce di affreschi, salone, fu, dopo i Pezzén, dei Thun e poi dei Taddei de Salis da Tirano. Un curioso episodio si narra a proposito di una monumentale stufa nel castello, nella quale si nascose per più giorni, complici benevoli i de Salis, noti patrioti lombardi, un volontario dei Corpi Franchi, dopo l'infelice combattimento di Malè del 20 aprile 1848. Nei sotterranei sarebbe nascosto un tesoro e sarebbero relegate le anime dei «castellani cattivi» trasformati in rospi.
Lungo la strada statale, a sinistra, c'è la casa Sartori, cinquecentesca: ha due portali gotici, che si aprono sul grande atrio interno, doppio ordine di bifore e, verso la strada, un portalino di forme rinascimentali. Costruito dai Busetti nel V secolo, e chiamato Belvedere, fu dei Lodron dei Dusini e, infine dei Sartori. Nei pressi c'è la casa de Angeli con sporto e meridiana.
La strada statale n.42 percorre il piatto, ampio fondo vallivo del Noce in un riposante paesaggio verde, tra i severi monti ricoperti di boschi. In alto, a destra, si vedono Bolentìna e Montés con la chiesa di S.Valentino, isolata sul rilievo tra i due ripidi valloni.

Fonte: "Le valli del Trentino - trentino occidentale" di Aldo Gorfer

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